mercoledì 2 marzo 2016

Ti porterò con me: storie di giovani e dei loro maestri di strada

             
Ogni giorno, attraverso il mio lavoro di preside della scuola professionale Elis, entro in contatto con le storie di ragazzi della periferia di Roma. Nonostante la vita li abbia spesso messi di fronte ad ostacoli e sfide di ogni genere, sono stato testimone di come, avendone avuta l’opportunità, si sono riscattati e hanno trovato la loro strada nella vita. 

Storie come queste spesso non hanno un palcoscenico, per questo ho provato a raccontarle in un libro da cui ho tratto poi uno spettacolo teatrale dal titolo omonimo "Ti porterò con me - Storie di giovani e dei loro maestri di strada”


In questo video trovate un piccolo estratto della rappresentazione che ho messo in scena lo scorso dicembre al Teatro Italia di Roma. Chi volesse può scrivermi a p.bartolomei@elis.org e insieme cercheremo di portare lo spettacolo nella vostra città, non c’è bisogno di teatri o grandi organizzazioni, bastano le storie dei ragazzi che vi racconterò con l’aiuto di un proiettore.



                 

giovedì 18 dicembre 2014

Tu sei mio Padre.....io sono tuo figlio.


Sembrava un giorno tranquillo ma ormai so bene che mai dire mai ed infatti alle 8 e un quarto bussano timidamente alla porta: "Preside sono la madre di Giacomo, la posso disturbare? Sono molto preoccupata perchè mio figlio non vuole più frequentare la Scuola, se ne sta sdraiato a letto tutto il giorno".

Mi racconta che qualche anno fa scopre il tradimento di suo marito con una donna che non vuole assolutamente mollarlo nonostante abbia dei figli da crescere, chiedendogli insistentemente di lasciare la famiglia.
Un giorno, all'improvviso, l'amante, si materializza con una scusa in casa di Giacomo e rivela ai figli la sua relazione clandestina con il papà.

Poi minaccia la madre e nei giorni seguenti la perseguita lasciandole dei bigliettini sotto la porta, nella cassetta postale, continuando ad importunarla con ogni genere di azioni al fine di esasperarla affinchè conceda la separazione.

Come se non bastasse anche il suo "compagno" inizia a telefonarle e a minacciare, questa volta il padre di Giacomo perché lasci in pace la sua donna.
Giacomo è sempre lì presente, anzi, il caso vuole che sia sempre lui a rispondere al telefono quando questa signora o il suo convivente chiamano ed è costretto ad ascoltare perfino particolari e fatti spiacevoli.
I giorni purtroppo passano tra una litigata e l'altra, un vero inferno e sempre alla presenza dei figli che assistono inermi.

La domenica non si esce più, come si dovrebbe fare in famiglia e l'estate sempre tutti a casa, oppure ognuno per conto proprio.
Sembra la fine, l'annullamento di qualsiasi prospettiva, come se si fosse verificata un'esplosione.
Ad un certo punto la mamma di Giacomo scoppia a piangere e dice che non ce la fa più ma che deve andare avanti per loro, soprattutto per Giacomo che rischia una depressione.
La Scuola è piena di situazioni simili, una vera emergenza.
Ragazzi che tornando a casa non trovando nessuno fino a sera per poi assistere all'ennesima litigata.
Il silenzio, l'isolamento che è la peggiore tra le punizioni per un essere umano, la più devastante.
La Scuola a tempo pieno potrebbe essere una goccia nell'oceano, una Scuola che nel pomeriggio mette in pista una serie di attività collegate alla realtà lavorativa, alla cultura, alla bellezza.

Ma la cosa più importante è combattere il demone della tristezza, nonostante tutto. L'eccessiva tristezza porta alla cattiveria. Si deve dare ai giovani almeno una ragione per cui vale la pena vivere anche quando lungo la vita ci si può scontrare con la croce. Dire ai nostri ragazzi che li amiamo prima che cambiano, cosi come sono. Sempre positivi, testimoni credibili, felici anche quando le cose vanno meno bene perché più si e contenti più si diventa buoni. Dietro la nostra libertà si nasconde un dramma, quello di poter fare realmente quello che si vuole, nel bene e nel male. I giovani li aiutiamo soltanto se vedono in noi la passione per la vita, comunque e in qualsiasi situazione. L'attuale crisi in fondo non e' principalmente economica ma dipende innanzitutto dall'eccessivo pessimismo e dalla tristezza della gente che non ci crede e che non aspira più alla propria santità.

venerdì 5 dicembre 2014

Poverino il mio bambino

Buongiorno Preside, sono la mamma di Tuzzabbanchi Nicola, il professore ha sospeso mio figlio perché dice si è comportato male mancandogli di rispetto e perché ha danneggiato irreparabilmente uno dei computer della Scuola ma lei non sa che il mio bambino ha una sindrome da deficit di attenzione e iperattività, inoltre presenta una lieve dislessia, disgrafia e una probabile discalculia, nonchè un inizio di disortografia e forse una lievissima disprassia con un principio di disturbo specifico della compitazione e del linguaggio.In generale ha secondo me difficoltà di socializzazione e poi se le finestre sono aperte e non indossa la felpa sulla maglietta della salute si raffredda ed è costretto a fare tre cicli di aerosol con mezzo cleanil A e una dose di broncovaleas.Dimenticavo che lui ha difficoltà ad alzarsi presto la mattina perché, specialmente l'inverno non c'è sufficiente luce e questo gli potrebbe scatenare una probabile congiuntivite che poi andrebbe gestita con otovit e alcune gocce di opatal alla 4° fratto due.
Dimenticavo Preside che ha anche una leggera scoliosi pechè non gli piace fare sport in quanto spesso si suda e questo non lo aiuta ad asciugare i polmoni che sicuramente restano umidi durante l'inverno per almeno 10 mesi su 12.
Preferiamo che legga, possibilmente sdraiato sul divano e con i piedi leggermente alzati per favorire la circolazione del sangue.
Gli abbiamo anche acquistato degli occhiali pur non avendo nessun difetto alla vista ma per pura prevenzione e per favorire il riposo del cristallino.
Lei capisce in queste condizioni non me lo potete sospendere...
E poi il mio bambino (17 anni) ha cambiato scuola perchè l'altra stava troppo lontana da casa ed era anche troppo difficile.
Adesso non vorrei doverne trovare un'altra, per favore, mi aiuti altrimenti mi rivolgo ad un avvocato.
A proposito, lui non sa sono qui...non gli dica nulla altrimenti poi a casa ci rimprovera e per me e mio marito finisce male, sa come sono questi ragazzi.....

Ieri sui giornali abbiamo letto della banda dei politici che lucravano sugli appalti insieme a dei banditi di lungo corso.
La politica romana al servizio del malaffare che sottrae denaro pubblico al bene sociale.
Sembra che non esistano altre strade che quella più facile. Fare soldi con il minor sforzo possibile, arricchirsi senza lavorare, alle spalle della povera gente che continua a tirare la carretta ogni giorno.
La società deve capire, la scuola deve capire, la famiglia deve comprendere, tutti devono giustificare il loro atteggiamento dovuto al contesto in cui si vive e comunque la colpa è sempre di qualcun altro.
Per fortuna il mondo è pieno di esempi edificanti di coloro che grazie al sacrificio e all'impegno hanno ottenuto risultati apprezzabili senza chiedere sconti a nessuno.
La Scuola deve premiare la fatica e l'amore per lo studio nonché difendere l'etica dei comportamenti per combattere con ogni strumento l'assuefazione alla corruzione.
Sarebbe bello stabilire una data sul calendario scolastico in cui in tutte le scuole i ragazzi offrono la loro colazione, saltando la ricreazione per sensibilizzare gli adulti che loro non sono d'accordo e che non si renderanno mai complici.

mercoledì 8 ottobre 2014

Aggiungi un posto all’auto

Al canto del gallo si ode improvvisamente un urlo come fosse Tarzan che con la sua liana sopraggiunge dalla foresta attraversando velocemente il corridoio di casa fino a lanciarsi direttamente sul mio letto che improvvisamente rimbalza, simulando un movimento tellurico: “Pierluigiiiiiiiiiiiiiiii, dai andiamo che è tardi e devi farti ancora la valigiaaaa. Noi è già due ore che siamo in piedi e tu ancora nel letto a dormire, ma che esempio dai ai ragazzi?”

" A Manuè, ma so le cinque di mattina, dove dobbiamo andà a caccia? Ma è mai possibile che uno invece desse contento di andare in vacanza, si deve fare il sangue amaro alzandosi all’alba. Lo sai che nun ce metto gnente a famme la valigia".

Infatti non appena loro stanno chiamando l’ascensore, prendo il mio trolley e giusto il tempo che venga al terzo piano mi sono perfino lavato ed ho finito di mettere i miei quattro indumenti di sopravvivenza nel mio bauletto, grande più o meno come un’ astuccio scolastico. Due mutande, due calzini, un costume da bagno da tenere anche come pigiama, un paio di infradito, uno spazzolino senza dentifricio, un jeans, una canottiera bianca, modello Rocco e i suoi fratelli e due magliette.